Foto storica che ritrae una delle manifestazioni per il diritto al voto delle donne negli USA affiancata dal testo: Il 10 gennaio 1917 ci fu la prima protesta delle "Sentinelle silenziose" fuori dalla Casa Bianca, a Washington, guidata da Alice Paul e dal National Woman's Party

Il 10 gennaio 1917 ci fu la prima protesta delle “Sentinelle silenziose” fuori dalla Casa Bianca, a Washington, guidata da Alice Paul e dal National Woman’s Party

La madre di Alice Paul era membro della National American Woman…
 

Il 10 gennaio 1917 ci fu la prima protesta delle “Sentinelle silenziose” fuori dalla Casa Bianca, a Washington, guidata da Alice Paul e dal National Woman’s Party

La madre di Alice Paul era membro della National American Woman Suffrage Association, ed è grazie a lei che ella apprese del movimento per il suffragio femminile. Dopo essersi laureata allo Swarthmore College, che suo nonno aveva co-fondato, Alice Paul ha continuato a lavorare nel sociale per un po’. Poi giunse alla conclusione che questo non fosse un modo per fare davvero la differenza, il che la portò a cercare altre strade. La Paul finì per trasferirsi a Londra per studiare sociologia ed economia alla London School of Economics, dove fu coinvolta nel movimento del suffragio inglese e partecipò regolarmente a manifestazioni e marce.

La prima delle proteste delle “sentinelle silenziose” avvenne il 10 gennaio 1917. Dodici donne, in lotta per il loro diritto di voto, rimasero in piedi pacificamente davanti alla Casa Bianca con cartelli di picchetto per tutto il giorno, e ogni giorno successivo, anche quando la nazione entrò ad aprile nella Grande Guerra. Sebbene altre suffragette avessero espresso la preoccupazione di come la protesta criticasse il presidente Woodrow Wilson e potesse così macchiare l’intero movimento come antipatriottico, ciò non scoraggiò i manifestanti più risoluti. Il 22 giugno, giorni dopo che la presenza dei manifestanti aveva imbarazzato il presidente di fronte ai dignitari russi, la polizia della DC arrestò la suffragetta Lucy Burns e i suoi compatrioti.

Veterana delle campagne militanti di suffragette in Inghilterra, Burns, insieme alla collega attivista Alice Paul, era stata imprigionata nel Regno Unito, organizzando scioperi della fame e sopportando alimentazioni forzate in carcere avendo ben compreso i vantaggi di essere nelle notizie nazionali grazie all’organizzazione di proteste vistose. Come parte di questa nuova strategia politica, avevano formato la loro organizzazione radicale, il National Women’s Party, e orientato i loro sforzi intorno a dimostrazioni da prima pagina. Fu in tali occasioni che Alice Paul aveva incontrato Lucy Burns, con la quale sarebbe tornata in America e lì avrebbe fondato il National Woman’s Party.

Burns e le altre donne furono così portate in una prigione di Washington, quindi, rilasciate immediatamente perché le forze dell’ordine locali non sapevano di cosa accusarle, o anche cosa farne. Perché, se da un lato le autorità dovevano cercare di fermare le proteste, dall’altro, sapevano che, se le donne fossero state accusate e, peggio, mandate in prigione, sarebbero state martiri istantanee. Così la polizia alla fine accusò le manifestanti di aver ostacolato illegalmente il traffico.

Ben presto divenne routine; le suffragette camminavano con striscioni alla Casa Bianca, venivano arrestate, restavano brevemente in prigione quando si rifiutavano di pagare le loro piccole multe, quindi venivano rilasciate. La folla, anticipando lo spettacolo quotidiano, si radunava a guardare. Finalmente il vivace coinvolgimento della Paul, nel movimento per il suffragio femminile, dette i suoi frutti con l’approvazione del XIX emendamento nel 1920. In seguito, Paul avrebbe anche contribuito alla lotta per l’emendamento sulla parità dei diritti.

L’immagine in cover è stata modificata, l’originale utilizzata si trova qui: cdn.vox-cdn.com

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