Il 10 giugno 1819 nasceva Gustave Courbet, pittore realista

Il 10 giugno 1819 nasceva Gustave Courbet, uno dei pionieri nonché considerato il fondatore della tendenza realista nella pittura del XIX secolo

Gustave Courbet è stato un pittore francese e leader del movimento realista. Uomo rivoluzionario e provocatorio, abbracciò la filosofia anarchica di Proudhon e partecipò alla Comune di Parigi nel 1871. Oltre alla pittura si dedicò all’attivismo politico, difendendo le idee democratiche, repubblicane e socialiste…
 

Il bello è nella natura,
e si incontra nella realtà sotto le forme più diverse.
Non appena lo si trova, esso appartiene all’arte
o piuttosto all’artista che sa vedervelo.
Il bello, come la verità è una cosa relativa al tempo in cui si vive
ed all’individuo atto a concepirlo.
Gustave Courbet

Gustave Courbet è stato un pittore francese e leader del movimento realista. Uomo rivoluzionario e provocatorio, abbracciò la filosofia anarchica di Proudhon e partecipò alla Comune di Parigi nel 1871. Oltre alla pittura si dedicò all’attivismo politico, difendendo le idee democratiche, repubblicane e socialiste. Le sue idee e le sue azioni gli diedero infatti una reputazione di rivoluzionario e socialista, che finì per danneggiare la sua carriera artistica, soprattutto negli ambienti più tradizionali del mondo dell’arte.

Jean Désirè Gustave Courbet nasce a Omans (Francia) il 10 giugno 1819. Si trasferisce a Parigi all’età di vent’anni per studiare legge, dedicandosi tuttavia alla pittura. Nella capitale francese riceve la sua formazione artistica, lavora all’Accademia svizzera e copia opere dal Museo del Louvre. Inizialmente dipinge paesaggi, in particolare le foreste di Fontainebleau e ritratti, con alcuni tratti romantici. Sviluppa uno stile naturalistico e rappresenta scene di vita quotidiana, ritratti, nudi o paesaggi.

Courbet partecipa alla Rivoluzione del 1848, anche se non interviene negli eventi sanguinosi. Dal 1849 in poi diviene pittore realista. Rifiuta l’idealizzazione dell’arte e della bellezza archetipica, rifiuta di creare un mondo ideale al di fuori della vita ed è favorevole alla rappresentazione diretta dell’ambiente, alla rappresentazione naturalistica, antiaccademica e anticlassica.

Sceglie i suoi temi dalla realtà quotidiana, riflettendo il lavoro e il lavoratore come nuovo eroe, la vita all’aria aperta, la città con le sue strade, i caffè e i balli, le donne e la morte. Crede che l’arte possa porre rimedio alle contraddizioni sociali. La sua pittura suscita enormi polemiche a causa della scelta di temi ritenuti volgari. La sua tecnica è caratterizzata da una tavolozza limitata ma vigorosa, le sue composizioni sono semplici, usa pennellate spesse di pittura molto impastata che spesso applica con una spatola, soprattutto nei paesaggi e nelle marine, e le sue figure hanno un modellato solido e severo.

Courbet è nominato direttore dei musei della città dalla rivoluzionaria Comune di Parigi nel 1871. Tuttavia, dopo la caduta della Comune, viene accusato ingiustamente di aver permesso la demolizione della colonna trionfale di Napoleone situata in Place Vendôme. Imprigionato e condannato a risarcimenti, decide di andare in esilio in Svizzera nel 1873, dove continuerà a dipingere fino alla sua morte, avvenuta il 31 dicembre 1877.

Sfidando le dure critiche del suo paese, Gustave Courbet fu il modello indiscusso per una nuova generazione di pittori. Combattendo l’arte accademica convenzionale, creò uno stile energico che diede nuova importanza ai più piccoli fatti della vita quotidiana, aprendo la strada agli Impressionisti. Il suo lavoro è infatti considerato un importante preludio ad altri artisti del primo modernismo, come Édouard Manet e Claude Monet. La sua ha rappresentato una  delle più originali, talentuose e interessanti proposte dell’arte francese del XIX secolo

In cover: Gustave Courbet.
L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui

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