L’Incendio del Globe Theatre del 1613

29 giugno 1613: il Giorno in cui Bruciò il Teatro del Mondo nell’Incendio del Globe Theatre del 1613

Il 29 giugno 1613 bruciava il Globe Theatre di Londra durante l’Enrico VIII di William Shakespeare. La fine di un’era per il teatro elisabettiano, poi rinato grazie alla fedele ricostruzione del Shakespeare’s Globe…
 

29 giugno 1613: il Giorno in cui Bruciò il Teatro del Mondo nell’Incendio del Globe Theatre del 1613

Il 29 giugno 1613, sulla sponda meridionale del Tamigi a Londra, andò in scena un dramma che non era scritto su nessun copione. Durante una replica dell’Enrico VIII (noto all’epoca anche con il titolo All is True), un colpo di cannone scenico trasformò il tempio del teatro elisabettiano, il Globe Theatre, in una colossale pira di fuoco. In meno di due ore, la “grande O di legno” che aveva visto nascere i capolavori di William Shakespeare fu ridotta in cenere. Il Globe era una struttura all’avanguardia per l’epoca, ma costruita con materiali altamente infiammabili: legno di quercia grezzo e, soprattutto, un fitto tetto di paglia che copriva le gallerie rialzate, lasciando scoperto il cortile centrale destinato agli spettatori più poveri.  

La scintilla e la dinamica del disastro

Durante la scena dell’Atto I, che prevedeva l’ingresso cerimoniale del re Enrico VIII a una festa mascherata a casa del cardinale Wolsey, gli addetti alla scena spararono due colpi da un piccolo cannone posizionato sul tetto del palcoscenico per simulare il saluto reale. Il fuoco si propagò con una velocità spaventosa. La forma circolare del teatro agì come un vero e proprio camino, incanalando l’aria e alimentando le fiamme, che consumarono rapidamente le scenografie, i preziosi costumi della compagnia dei King’s Men e i testi originali delle opere. Nonostante il panico generale e una folla stimata tra le 1.500 e le 3.000 persone stipate all’interno, l’incendio del Globe detiene un record straordinario: nessuno perse la vita. L’unica vittima accertata fu l’orgoglio (e una parte di vestiario) di uno spettatore anonimo.  

L’impatto sul Bardo e la fine di un’era

Per William Shakespeare, l’incendio fu un colpo durissimo, sia emotivo che finanziario. Il Bardo non era solo il drammaturgo principale della compagnia, ma anche un azionista (shareholder) del teatro stesso. La distruzione del Globe significava una perdita economica enorme e l’interruzione forzata degli spettacoli nel momento di massima popolarità. Molti storici ritengono che questo evento abbia accelerato il ritiro di Shakespeare dalle scene londinesi. Già parzialmente ritiratosi a Stratford-upon-Avon, il drammaturgo scrisse pochissimo dopo il 1613, lasciando che l’incendio segnasse, di fatto, la fine dell’età dell’oro del teatro elisabettiano.  

La rinascita e il destino del secondo Globe

La resilienza dei King’s Men fu tuttavia sbalorditiva. Grazie ai profitti accumulati negli anni precedenti, la compagnia finanziò immediatamente la ricostruzione. Il secondo Globe riaprì i battenti nel 1614, appena un anno dopo il disastro. Questa volta, per evitare nuove tragedie, gli architetti optarono per un più sicuro tetto di tegole. Il teatro continuò a operare con successo fino al 1642, quando il regime puritano di Oliver Cromwell ordinò la chiusura di tutti i teatri inglesi, portando alla sua definitiva demolizione nel 1644. Oggi, l’eredità di quel 29 giugno vive nel Shakespeare’s Globe, la fedele ricostruzione inaugurata a Londra nel 1997 a pochi metri dal sito originale. È l’unico edificio londinese a cui è stato concesso, dopo secoli di divieti seguiti al Grande Incendio del 1666, di avere un tetto in paglia, protetto questa volta da modernissimi sistemi antincendio. Un promemoria eterno di come l’arte possa risorgere dalle proprie ceneri.  

L’immagine utilizzata per la cover è stata modificata, l’originale si trova qui: www.reddit.com

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