Il vero pericolo è quando
la libertà viene rosicchiata, per comodità, a pezzi.
Edmund Burke
Burke fu un politico, oratore e pensatore politico anglo-irlandese di grande influenza, noto per il suo forte sostegno alla Rivoluzione americana e la sua feroce opposizione alla Rivoluzione francese.
Edmund Burke (1727-1797) è spesso definito il padre del conservatorismo moderno, sebbene non sia così che veniva descritto durante gli anni in cui visse. In effetti, molti studiosi considerano Burke un importante filosofo liberale. Alcuni suggeriscono che abbia avuto due vite, divise tra il suo lavoro prima e quello dopo la Rivoluzione Francese, che osservò dalla vicina Gran Bretagna.
I termini “sinistra” e “destra”, per descrivere liberali e conservatori, derivano dai luoghi in cui le persone sedevano alle convention della Rivoluzione Francese. Ma negli Stati Uniti, almeno, la nostra idea di liberale e conservatore deriva principalmente dalla politica britannica del XVIII secolo, dove i liberali erano persone che desideravano un cambiamento politico rapido, mentre i conservatori volevano mantenere la legge e l’ordine. In Gran Bretagna, essere conservatori significava generalmente sostenere il potere del Re, ed essere liberali significava desiderare un parlamento più forte.
Edmund Burke nacque da madre cattolica e padre protestante in Irlanda. Studiò legge e storia al Trinity College di Dublino. Negli anni Cinquanta del Settecento scrisse diversi importanti libri filosofici; nel 1765 divenne membro del parlamento. In genere simpatizzava per i rivoluzionari americani, che riteneva dediti a idee di libertà contro un governo ingiusto. Considerava la religione indù pari a quelle europee e sostenne il libero mercato.
Burke chiese anche la parità di diritti politici per i cattolici. Fu questa questione a spingerlo per la prima volta a suggerire che le libertà dovessero talvolta essere limitate per il bene pubblico. Dopo le rivolte di Londra del 1780, Burke iniziò a credere che un governo forte fosse necessario per mantenere la legge e l’ordine.
Con l’arrivo della Rivoluzione francese, sebbene inizialmente ne ammirasse lo spirito, Burke comprese presto che l’ordine stava crollando: “Potete aver sovvertito la monarchia, ma non aver recuperato la libertà”. Scrisse quindi il celebre saggio “Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia”. In questo saggio, sosteneva la necessità di lealtà verso la tradizione, la religione e le forze dell’ordine.
Nel complesso, le idee di Burke – l’importanza sia della libertà che dell’ordine – sono idee fondanti sia del liberalismo che del conservatorismo. Burke criticò l’abuso del potere reale e le teorie della democrazia radicale, sostenendo sempre la responsabilità e l’umanità nei rapporti con i popoli sottomessi. Scrisse anche un’opera classica di critica estetica.
In cover: Albert Pike (Mathew B. Brady / Levin Corbin Handy) – Questa image è disponibile presso la Divisione Stampe e Fotografie (Prints and Photographs Division) della Biblioteca del Congresso (USA) sotto l’ID digitale cwpbh.05100. L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui


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