"Al mondo esistono solo tre cose: leggere poesia, scrivere poesia e, la migliore di tutte, vivere la poesia." Rupert Brooke

Fu poeta, ma anche uno studioso, drammaturgo, critico letterario, scrittore di viaggi, attivista politico e soldato: Rupert Brooke

Rupert Brooke (1887-1915) fu molto più di un soldato: accademico a Cambridge, attivista e amico di Virginia Woolf. I suoi sonetti della Prima Guerra Mondiale, come “The Soldier”, lo hanno reso l’archetipo del poeta-eroe neoromantico.
 

Al mondo esistono solo tre cose:
leggere poesia, scrivere poesia e, la migliore di tutte,
vivere la poesia.
Rupert Brooke

Poeta britannico, celebre per i suoi sonetti idealisti scritti durante la Prima Guerra Mondiale (il più famoso è “The Soldier”). La sua figura incarna il mito del giovane poeta-eroe, e la sua opera esplora con sensibilità e malinconia la giovinezza, la natura e il destino.

Il poeta inglese Rupert Chawner Brooke nacque il 3 agosto 1887. Figlio del responsabile di convitto della Rugby School, Brooke eccelse sia negli studi che nell’atletica. Entrò nella scuola del padre all’età di 14 anni. Appassionato di poesia fin da quando aveva nove anni, vinse il premio di poesia della scuola nel 1905.

Un anno dopo, frequentò il King’s College di Cambridge, dove si distinse per il suo aspetto attraente, il suo fascino e la sua intelligenza. Durante gli studi a Cambridge, sviluppò un interesse per la recitazione e fu presidente della Fabian Society dell’università.

Brooke pubblicò le sue prime poesie nel 1909; il suo primo libro, “Poems”, uscì nel 1911. Mentre lavorava alla sua tesi di dottorato su John Webster e i drammaturghi elisabettiani, visse nella casa che rese famosa con la sua poesia “The Old Vicarage, Grantchester”.

Apprezzato sia negli ambienti letterari che in quelli politici, strinse amicizia con Winston Churchill, Henry James e i membri del Gruppo di Bloomsbury, tra cui Virginia Woolf. Nonostante la sua popolarità, Brooke ebbe una vita sentimentale travagliata. Tra il 1908 e il 1912 si innamorò di tre donne: Noel Olivier, figlia minore del governatore della Giamaica; Ka Cox, che lo precedette alla presidenza della Fabian Society; e Cathleen Nesbitt, un’attrice britannica. Nessuna di queste relazioni durò a lungo. Nel 1912, dopo la fine della sua terza storia d’amore, Brooke lasciò l’Inghilterra per viaggiare in Francia e Germania per diversi mesi.

Al suo ritorno in Inghilterra, Brooke ottenne una borsa di studio al King’s College e trascorse periodi sia a Cambridge che a Londra. Nel 1912, insieme a Edward Marsh, curò un’antologia intitolata “Georgian Poetry”, 1911-12. I poeti georgiani scrivevano in uno stile antivittoriano, utilizzando temi e soggetti rustici come l’amicizia e l’amore. Mentre i critici consideravano la poesia di Brooke troppo sentimentale e priva di profondità, ritenevano anche che la sua opera riflettesse lo spirito dell’Inghilterra negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale.

Dopo aver subito un esaurimento nervoso nel 1913, Brooke viaggiò di nuovo, trascorrendo diversi mesi negli Stati Uniti, in Canada e nei Mari del Sud. Durante il viaggio, scrisse saggi sulle sue impressioni per la Westminster Gazette, che furono poi raccolti in “Letters from America” (1916). Mentre si trovava nei Mari del Sud, scrisse alcune delle sue poesie migliori, tra cui “Tiare Tahiti” e “The Great Lover”.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fece ritorno in Inghilterra e si arruolò nella Royal Naval Division. La sua opera più famosa, la raccolta di sonetti “1914 and Other Poems”, fu pubblicata nel 1915. Il 23 aprile 1915, dopo aver partecipato alla spedizione di Anversa, morì di setticemia a causa della puntura di una zanzara mentre era in viaggio verso Gallipoli con la marina. Fu sepolto sull’isola di Skyros, nel Mar Egeo.

Dopo la sua morte, Brooke, già famoso, divenne in Inghilterra il simbolo della tragica perdita di giovani talentuosi durante la guerra.

Brooke fu un poeta inglese le cui poesie neoromantiche e la morte prematura durante la Prima Guerra Mondiale contribuirono alla sua fama e alla sua immagine idealizzata.

In cover: particolare da una fotografia di Sherril Schell scattata nel 1913, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.  L’immagine è stata modificata, l’originale si trova qui

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