Il 27 aprile 1810 Beethoven componeva l’immortale “Per Elisa”. Chi era la misteriosa donna? Therese Malfatti o Elisabeth Röckel? Scopri i segreti della Bagatella più famosa al mondo
Il 27 aprile 1810 Ludwig van Beethoven compone il suo famoso pezzo per pianoforte “Für Elise”
Il 27 aprile 1810 Ludwig van Beethoven compose il suo celebre brano per pianoforte, “Per Elisa”. Secondo History Run Down, “Per Elisa” si posiziona al 166° posto nella classifica dei 200 migliori brani di musica classica di tutti i tempi. L’opera ha il titolo ufficiale di Bagatella n. 25 in la minore (WoO 59) per pianoforte solo. Il termine “bagatella” significa letteralmente “una breve composizione strumentale senza pretese“, in riferimento allo stile leggero di un brano. Nell’uso che ne faceva Beethoven, si riferisce a un breve pezzo musicale, un brano caratteristico, tipicamente per pianoforte, e di solito di carattere leggero e melodioso. Le bagatelle di Beethoven sono probabilmente i migliori esempi di questa forma. La sigla WoO sta per Werke ohne Opuszahl (“Opere senza numero d’opera“), un catalogo musicale tedesco redatto nel 1955 da Georg Kinsky e Hans Halm che elenca tutte le composizioni di Beethoven che non furono originariamente pubblicate con un numero d’opera, o che sono sopravvissute solo in frammenti. La bagatella “Per Elisa” fu scoperta solo nel 1867, quattro decenni dopo la morte di Beethoven, da un altro Ludwig, lo studioso tedesco Ludwig Nohl, che è passato alla storia della musica principalmente per questa scoperta e come studioso di Beethoven. Si pensa che Beethoven intendesse aggiungere il brano a un ciclo di bagatelle. Nohl sosteneva che il manoscritto autografo originale (ora perduto) recasse l’iscrizione: “Für Elise am 27 April [1810] zur Erinnerung von L. v. Bthvn” (“Per Elise il 27 aprile in memoria, da L. v. Bthvn“).
L’enigma dell’identità di Elisa
La vera identità della misteriosa destinataria della dedica rimane uno dei più grandi e affascinanti enigmi della storia della musica. Poiché il manoscritto originale visto da Ludwig Nohl è andato perduto, i moderni studiosi di Beethoven hanno avanzato diverse ipotesi nel corso degli anni. L’ipotesi più accreditata per molto tempo è stata quella legata a Therese Malfatti, una giovane donna di cui Beethoven si era follemente innamorato nel 1810 e alla quale aveva persino fatto una proposta di matrimonio, purtroppo rifiutata. Secondo questa teoria, Nohl avrebbe semplicemente letto male la grafia notoriamente disordinata del compositore, scambiando il nome “Therese” con “Elise“. Altre ricerche storiche suggeriscono invece che la dedica fosse rivolta a Elisabeth Röckel, una cantante lirica tedesca e amica intima di Beethoven, che veniva affettuosamente chiamata “Elise” a Parigi e che il compositore avrebbe voluto sposare. Qualunque fosse la verità, questo piccolo mistero non fa che accrescere l’immortale fascino del brano.Un capolavoro di struttura e semplicità
Dal punto di vista prettamente musicale, la Bagatella WoO 59 è un perfetto esempio di come il genio di Beethoven potesse risplendere anche nelle forme più piccole e apparentemente semplici. Il celebre tema principale, con la sua caratteristica alternanza di semitoni nella mano destra e i delicati arpeggi della mano sinistra, crea un’atmosfera di intima e malinconica dolcezza. Nonostante venga spesso studiata dai principianti per via della sua melodia estremamente orecchiabile e di facile approccio nella prima sezione, l’opera nasconde al suo interno passaggi di notevole complessità tecnica ed espressiva nelle sezioni centrali. È proprio questo perfetto equilibrio tra immediatezza popica e rigore classico ad aver reso “Per Elisa” uno dei pezzi pianistici più famosi, eseguiti e riarrangiati dell’intera storia dell’umanità.
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