re Giovanni d'Inghilterra firma la Magna Carta

Nel 1215, re Giovanni d’Inghilterra firma la Magna Carta che limita l’autorità reale anche di fronte alla legge

Runnymede, 1215: nasce la Magna Carta. Il principio è rivoluzionario: nessuno è sopra la legge, nemmeno il Re.
 

Nel 1215, re Giovanni d’Inghilterra firma la Magna Carta che limita l’autorità reale anche di fronte alla legge

La Magna Carta, o “Grande Carta” in latino, fu stipulata dal re Giovanni d’Inghilterra a Runnymede, vicino a Windsor, nel Surrey, il 15 giugno 1215 limitando l’autorità reale e stabilendo il principio che il re e il suo governo non sono al di sopra della legge. Redatta inizialmente dall’Arcivescovo di Canterbury per pacificare il re impopolare con un gruppo di baroni ribelli, prometteva la tutela dei diritti della Chiesa, la protezione dei baroni dall’incarcerazione illegale, l’accesso a una giustizia rapida e la limitazione dei pagamenti feudali alla Corona, da attuare tramite un consiglio di 25 baroni. Nessuna delle due parti mantenne gli impegni presi e la carta fu annullata da Papa Innocenzo III, dando inizio alla Prima Guerra dei Baroni. La carta fu in seguito ripristinata e divenne parte integrante della vita politica inglese, venendo solitamente rinnovata da ciascun monarca a turno. Questo documento, uno dei soli quattro esemplari sopravvissuti, è conservato presso la British Library ed è identificato come “British Library Cotton MS Augustus II.106”. Originariamente autenticato con il Gran Sigillo di Re Giovanni, il sigillo di cera originale è andato perduto nel corso dei secoli.

L’immagine utilizzata per la cover è stata modificata, l’originale si trova qui: commons.wikimedia.org

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