L’unica speranza dell’uomo risiede nella definitiva redenzione dalla miseria del volere e dell’esistenza,
verso l’assenza di dolore del non-essere e del non-volere.
Eduard von Hartmann
Eduard von Hartmann è stato un prolifico scrittore di opere sia accademiche che divulgative su un’ampia varietà di argomenti, tra cui estetica, etica, religione e politica. Previde un futuro cupo per la Germania, insistendo sul fatto che l’unico modo per risolvere i problemi della modernità fosse con una Germania fortemente nazionalista governata da un’élite istruita.
Filosofo tedesco, Karl Robert Eduard von Hartmann, nacque a Berlino il 23 febbraio 1842. Fu educato per l’esercito ed entrò nell’artiglieria della Guardia come ufficiale nel 1860, ma una malattia al ginocchio, che lo rese invalido, lo costrinse a lasciare il servizio nel 1865. Dopo qualche esitazione tra la musica e la filosofia, decise di fare di quest’ultima l’impegno serio della sua vita e nel 1867 l’Università di Rostock gli conferì la laurea in filosofia. Successivamente tornò a Berlino e morì a Grosslichterfelde il 5 giugno 1906.
La sua reputazione di filosofo fu consolidata dal suo primo libro, La filosofia dell’inconscio (1869). Questo successo fu dovuto in gran parte all’originalità del titolo, alla diversità dei contenuti (von Hartmann professava di ottenere i suoi risultati speculativi con i metodi della scienza induttiva e faceva ampio uso di illustrazioni concrete), alla moda del suo pessimismo e al vigore e alla lucidità del suo stile. La concezione dell’Inconscio, con cui von Hartmann descrive il suo principio metafisico ultimo, non è in fondo così paradossale come sembra, essendo semplicemente una nuova e misteriosa designazione dell’Assoluto dei metafisici tedeschi.
L’Inconscio appare come una combinazione della metafisica di Hegel con quella di Schopenhauer. L’Inconscio è sia Volontà che Ragione e il fondamento assoluto e onnicomprensivo di tutta l’esistenza. Von Hartmann combina così “panteismo” e “panlogismo” in un modo adombrato da Schelling, nella sua “filosofia positiva”. Tuttavia, la Volontà e non la Ragione è l’aspetto primario dell’Inconscio, il cui percorso malinconico è determinato dal primato della Volontà e dalla subordinazione della Ragione.
Precosmicamente, la Volontà è potenziale e la Ragione latente, e la Volontà è priva di ragione quando passa dalla potenzialità alla volontà effettiva. Quest’ultima è miseria assoluta, e per curarla l’Inconscio evoca la sua Ragione e con il suo aiuto crea il migliore dei mondi possibili, che contiene la promessa della sua redenzione dall’esistenza attuale attraverso l’emancipazione della Ragione dalla sua sottomissione alla Volontà nella ragione cosciente del pessimista illuminato. Quando la maggior parte della Volontà esistente sarà illuminata dalla ragione al punto da percepire l’inevitabile miseria dell’esistenza, verrà compiuto uno sforzo collettivo per volere la non-esistenza, e il mondo ricadrà nel nulla, e l’Inconscio nella quiescenza.
Sebbene von Hartmann sia un pessimista, il suo pessimismo non è affatto assoluto. La felicità dell’individuo è effettivamente irraggiungibile né qui e ora né nell’aldilà e nel futuro, ma egli non dispera di liberare definitivamente l’Inconscio dalle sue sofferenze. Si differenzia da Schopenhauer nel far dipendere la salvezza mediante la “negazione della volontà di vivere” da uno sforzo sociale collettivo e non da un ascetismo individualistico. La concezione di una redenzione dell’Inconscio fornisce anche il fondamento ultimo dell’etica di von Hartmann. Dobbiamo affermare provvisoriamente la vita e dedicarci all’evoluzione sociale, invece di aspirare a una felicità impossibile; così facendo scopriremo che la moralità rende la vita meno infelice di quanto sarebbe altrimenti.
Il suicidio e tutte le altre forme di egoismo sono altamente riprovevoli. Epistemologicamente, von Hartmann è un realista trascendentale, che difende abilmente le sue opinioni e critica acutamente quelle dei suoi oppositori. Il suo realismo gli permette di sostenere la realtà del Tempo, e quindi del processo di redenzione del mondo. Le numerose opere di von Hartmann superano le 12.000 pagine.
In cover: Karl Robert Eduard von Hartmann. L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui


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