"Credo che qualsiasi forma d'arte comunichi esattamente ciò che sei in vena di ricevere." Larry Rivers

Ricordiamo uno dei padri fondatori e “padrino” della Pop Art americana, il pittore, scultore e musicista jazz statunitense, Larry Rivers

Larry Rivers, il “padrino” della Pop Art americana, ha unito l’Espressionismo astratto e la figurazione. Da sassofonista jazz ad artista rivoluzionario, ha sfidato la tradizione con opere iconiche e grandi installazioni multimediali.
 

Credo che qualsiasi forma d’arte comunichi esattamente
ciò che sei in vena di ricevere.
Larry Rivers

Larry Rivers è stato un influente artista e musicista americano. Inizialmente si dedicò alla musica, diventando un affermato sassofonista jazz già in giovane età, esibendosi in diverse band. Tuttavia, un momento cruciale nella sua vita arrivò nel 1945, quando l’artista Jane Freilicher lo ispirò a dedicarsi alla pittura, portandolo a studiare con artisti di spicco come Hans Hofmann. Rivers ottenne rapidamente riconoscimento nella scena artistica newyorkese, integrando l’Espressionismo astratto con i suoi dinamici dipinti figurativi che spesso affrontavano temi controversi.

Nato il 17 agosto 1923 e cresciuto nel Bronx, Larry Rivers è stato un pittore, scultore, incisore, poeta e musicista che si è collocato all’incrocio tra l’Espressionismo astratto e la Pop Art, sfidando le tendenze dominanti a favore di uno stile più singolare. Figlio di immigrati ebrei ucraini, era conosciuto come Yitzroch Loiza (Irving) Grossberg fino all’età di 17 anni, quando un presentatore di night club annunciò la sua band come “Larry Rivers and the Mud Cats”. Adottò il nome quello stesso anno. Dopo un breve periodo nell’esercito americano, Rivers trascorse un anno alla Juilliard School of Music studiando teoria musicale e composizione. In seguito, completò la sua unica formazione artistica formale presso la scuola di pittura di Hans Hofmann a New York dal 1947 al 1948. In contrasto con la moda dell’astrazione dell’epoca, l’approccio di Hofmann enfatizzava il disegno come fondamento di ogni creazione artistica e presentava i maestri antichi come ricche fonti di scambio creativo. Nel 1951, Rivers conseguì una laurea in educazione artistica presso la New York University.

Partendo dalla convinzione che la figurazione non fosse antitetica al modernismo, Rivers completò la sua prima opera importante, The Burial, nel 1951, preannunciando i temi principali a cui sarebbe tornato per tutta la vita. Con questa rielaborazione pittorica del capolavoro di Gustave Courbet, “Un enterrement à Ornans” (1849-50), Rivers iniziò un confronto costante con la pittura canonica, collegando in modo fantasioso l’arte contemporanea alla storia dell’arte. In opere come “Washington Crossing the Delaware” (1953), Rivers attinse analogamente al passato per trovare ispirazione; pochi anni dopo, iniziò ad affrontare immagini più contemporanee, come in “Dutch Masters and Cigars” (1964), in parte copiata da una scatola di sigari che a sua volta raffigurava il dipinto di Rembrandt del 1662, “I sindaci della corporazione dei sarti” (De Staalmeesters). In seguito, Rivers realizzò diverse opere che combinavano scultura e pittura, tra cui “I Like Olympia in Blackface” (1970), che inverte i ruoli dell’Olympia di Édouard Manet e della sua serva africana. Più tardi, in quello stesso decennio, Rivers iniziò ad appropriarsi delle sue stesse opere degli anni ’50 e ’60 con la serie Golden Oldies (1978-79). Due dei suoi progetti più importanti adottarono ampi temi storici. “The History of the Russian Revolution from Marx to Mayakovsky” (1965), un’enorme installazione a tecnica mista, incorporava ritratti dipinti, ritagli architettonici, scritte a stencil e oggetti trovati. La monumentale opera “Storia della Matzah: La storia degli ebrei” (1984-85) ha anch’essa utilizzato testo ed elementi tridimensionali in rilievo, questa volta per narrare la storia ebraica da Mosè a Theodor Herzl, il fondatore del sionismo.

La prima grande retrospettiva su Rivers fu organizzata dal Rose Art Museum della Brandeis University di Waltham, Massachusetts, nel 1965; fu poi esposta al Pasadena Art Museum, al Jewish Museum di New York, al Detroit Institute of Arts e al Minneapolis Institute of Arts. Una retrospettiva dei suoi dipinti e disegni fu inaugurata al Butler Institute of American Art di Youngstown, Ohio, nel 1990, e proseguì il suo tour negli Stati Uniti per altri due anni, con tappe alla Norton Gallery of Art di West Palm Beach, Florida; al Fort Wayne Museum of Art, Indiana; allo Scottsdale Center for the Arts, Arizona; e al JB Speed Art Museum di Louisville, Kentucky. Nel 1997, il Philharmonic Center for the Arts di Naples, in Florida, ha allestito una retrospettiva delle opere realizzate da Rivers tra il 1980 e il 1997. La sua retrospettiva più completa fino ad allora si è tenuta alla Corcoran Gallery of Art di Washington, DC, nel 2002. Rivers ha continuato a dipingere fino a tre mesi prima della sua morte, avvenuta a Southampton, New York, il 14 agosto 2002, lasciando un’eredità come uno degli artisti chiave del dopoguerra americano, che contribuì a plasmare la direzione della pop art e a superare i limiti con i suoi approcci innovativi.

La sua opera abbracciava una vasta gamma di temi, tra cui storia, politica ed esperienze personali, con pezzi notevoli come “Washington Crossing the Delaware” e la serie “The Last Civil War Veteran”. Rivers era noto per le sue installazioni multimediali e le collaborazioni con figure di spicco della comunità artistica newyorkese, tra cui poeti e altri artisti. Oltre ai suoi successi artistici, mantenne una vivace presenza pubblica, partecipando a diversi media, tra cui la televisione.

In cover: particolare dalla fotografia “Silvester in Gstaad, Larry Rivers, amerikanischer Maler”  di
Comet Photo AG (Zürich).  L’immagine è stata modificata, l’originale si trova qui

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