È più fiero osare il proprio tiro di dadi
che spegnersi in una fiamma fioca.
È più bello ascoltare una corda spezzata
che non suonare mai l’arco.
Verner von Heidenstam
Verner von Heidenstam è stato un poeta, romanziere e scrittore svedese, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1916. Fu membro dell’Accademia Svedese dal 1912. Le sue poesie e le sue opere in prosa sono permeate da una grande gioia di vivere, talvolta intrisa di amore per la storia e i paesaggi svedesi, in particolare per i loro aspetti fisici.
Carl Gustaf Verner von Heidenstam, figlio dell’ufficiale superiore del servizio di pilotaggio e faro, il tenente colonnello Nils Gustaf von Heidenstam e di Magdalena Charlotta Rütterskiöld, all’età di diciassette anni, iniziò a studiare presso il pittore Gérôme a Parigi. Ma allorquando si rese conto che con la pittura non riusciva ad appagare il suo desiderio creativo, lasciò la “città rossa” e intraprese lunghi viaggi in Italia, Grecia e Oriente. Dopo essere tornato in patria, esordì nel 1888 con la raccolta di poesie “Pellegrinaggio e Anni di peregrinazione”, in cui celebrava la “gioia di vivere” ed evocava immagini vivide e fantasiose del felice Oriente che vedeva nella sua immaginazione. Con questa raccolta di poesie, in cui si esprimeva una nuova e magnifica forma d’arte, Heidenstam divenne un personaggio celebre nel suo paese. La protesta, che Heidenstam proclamò nelle sue poesie contro la reazione che prevaleva nella nostra letteratura in quel periodo, con le sue grigie e deprimenti rappresentazioni della vita quotidiana, continuò negli opuscoli “Renässans”, del 1889, e “Pepitas bröllöp”, del 1890, quest’ultimo scritto in collaborazione con O. Levertin. Nel 1888 pubblicò anche il resoconto di viaggio “Från Col di Tenda till Blocksberg” e nel 1889 il romanzo “Endymion”, in cui ancora una volta descrive l’Oriente condannato. In entrambe queste opere Heidenstam rivela di essere un grande e originale maestro della forma anche in prosa. Nel 1892 fu pubblicata la grande opera “Hans Alienus”, un magnifico poema fantastico in prosa con paragrafi in versi introduttivi e conclusivi, una rappresentazione poetica di ciò che il poeta aveva provato in termini di sentimenti e stati d’animo negli anni precedenti. Ma non è più la gioia arrogante ed esuberante a manifestarsi, bensì una certa malinconia. I toni si fanno più profondi di prima. Il pellegrino anela alla sua patria. E in “Poems”, 1895, la malinconia assume un’espressione ancora più forte, mentre il poeta evoca le immagini svedesi più suggestive.
Dopo un viaggio di studio in Russia nel 1895-96, Heidenstam pubblicò, nel 1897-98, una serie di racconti in prosa in due volumi, tra i più magnifici mai scritti in lingua svedese. Con immagini semplici, sempre vivaci e variegate, appare qui l’intero popolo svedese con il suo eroismo, la sua cieca fede nel suo destino, a tratti tragico, a volte quasi ipnotizzato dal re fato. Il poeta, tuttavia, non si adagiò a lungo sugli allori, ma pubblicò in rapida successione “Tankar och teckningar” (Pensieri e disegni), nel 1899, dove si trova, tra l’altro, l’appropriato e arguto saggio “Om svenskarnes lynne” (Sull’umore degli svedesi), pubblicato su una rivista già nel 1897, Sankt Göran och draken (San Giorgio e il drago), nel 1900, racconti e bozze teatrali e, nel 1901, Il pellegrinaggio di Heliga Birgitta, un singolare ritratto della badessa che rimase incrollabilmente fedele alla sua vocazione. Heidenstam pubblicò anche “Modern Barbarism”, nel 1894, in cui condanna la furia restaurazionista nei confronti di edifici antichi e bizzarri, e “Classicism and Germanism, some words about the world conflict”, nel 1898. Pubblicò inoltre “Skoqen susar” (Storie e saghe) nel 1904 e il racconto “Folkungaträdet — Folke Filbyter”, con argomenti tratti dall’epoca del Folkungat, nel 1905.
Heidenstam ebbe tre mogli, essendosi sposato nel 1880 con la baronessa Emilie Uggla, nel 1896 con Olga Matilda Wiberg e nel 1903 con Anna Margreta Charlotta (Greta) Sjöberg.
Il nome di Verner von Heidenstam è strettamente legato al nazionalismo svedese moderno. È considerato uno dei più influenti sostenitori del movimento conservatore durante il primo modernismo svedese e fu anche attaccato da Strindberg durante la famosa faida di Strindberg. Le tendenze romantiche nazionali presenti nelle sue opere letterarie, così come il loro idealismo storicista, contrastano nettamente con gli slogan realistici e sociocritici degli anni Ottanta dell’Ottocento.
In cover: particolare di una foto ritraente Verner von Heidenstam (1859-1940), all’età di 20 anni. L’immagine è stata modificata, l’originale si trova qui


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